Con questo primo numero, prende corpo il nuovo progetto editoriale della rivista Fiscalità Patrimoniale ed inizia un viaggio che, per come lo abbiamo immaginato, sarà appassionante e periglioso.
La Rivista intende percorrere itinerari nuovi e parlare linguaggi plurali, con cui descrivere le tematiche del passaggio generazionale e, in generale, della gestione e della trasmissione dei patrimoni.
Sebbene il core sia costituito dalla fiscalità, le pagine della Rivista ospiteranno abitualmente contributi di altre discipline giuridiche, come il diritto civile o il diritto commerciale – che costituiscono in molti casi l’a priori della fiscalità – nonché di discipline economiche ed aziendali. Inoltre, intendiamo far dialogare il sapere teorico con quello pratico, valorizzando le casistiche che tutti i giorni gli operatori si trovano ad affrontare.
Gli articoli saranno quindi strettamente ancorati all’attualità, intesa come approfondimento di questioni oggi rilevanti, anche se con approcci di diverso respiro: accanto ai commenti (del diritto vivente, soprattutto), vi sarà spazio per riflessioni ricostruttive, per confronti e dialoghi, per la soluzione di problematiche applicative.
L’obiettivo è quello di rappresentare la complessità, tentando di renderla leggibile, di semplificarla, e di mettere a disposizione del lettore strumenti, ma anche prospettive.
Si tratta, riteniamo, di una sfida appassionante, nonostante (anzi proprio per) il “periglio” che è insito nelle strade non battute e nei marosi che, ne siamo consapevoli, ci troveremo ad affrontare.
Sentiamo, però, la necessità e l’urgenza di iniziare questa esperienza.
Infatti, le questioni che attengono al patrimonio delle persone e delle famiglie esprimono valori di assoluta preminenza ordinamentale, almeno nella tradizione giuridica occidentale, così come è reso esplicito dall’art. 23 Cost., che equipara l’integrità patrimoniale dei singoli alla loro libertà personale.
Non viene in considerazione solo l’aspetto della “ricchezza”, come erroneamente si ritiene, traducendo dal termine inglese wealth, tanto di moda per descrivere il settore.
Gli ambiti patrimoniali attengono infatti al soddisfacimento di bisogni ed istanze che possiamo definire essenziali, e dunque primari, sia per le persone sia per il sistema Paese. L’autonomia patrimoniale incorpora il valore, economico ed umano, delle aziende, anche in termini di continuità; consente di realizzare successioni ordinate di beni e diritti, evitando conflittualità; rende possibile la protezione di soggetti fragili, nella prospettiva del “dopo di noi”; e potrei continuare.
L’importanza di tali tematiche non è tuttavia adeguatamente percepita: colpa di una narrazione che risulta parziale, perché focalizzata su particolarismi, nonché distorta da impostazioni spesso fuori sincrono rispetto alla logica del sistema.
La Rivista intende essere un luogo appositamente dedicato all’approfondimento scientifico-professionale di questi profili, per costruire un approccio più consapevole ed ampio, e parlare agli studiosi, ai professionisti, al decisore politico, all’amministrazione finanziaria, agli imprenditori.
Nel primo numero, il lettore troverà il “manifesto della proprietà responsabile” curato da Cristina Bettinelli ed Alfredo De Massis, per guardare alla successione delle imprese, “oltre il tecnicismo”; potrà approfondire, con Filippo Dami, le problematiche fiscali del patto di famiglia e valutare le proposte di modifica legislativa elaborate dai giovani studiosi dell’Università di Bologna (Nicola Scarano – Cecilia Benzi); si interrogherà, insieme ad Emiliano Marvulli, sui possibili mutamenti interpretativi in tema di passaggio generazionale delle società “senza impresa” e, con Gaetano De Vito, sui profili di incertezza della fiscalità della scissione tramite scorporo; potrà fare il punto sulla fiscalità del trust dopo la riforma, grazie a Stefano Loconte; avrà modo di considerare le prospettive internazionali dei proventi immobiliari insieme a Marco Greggi e di esaminare l’istituto del rent to buy con Alessandra Kostner; prenderà contezza di casistiche specifiche, come quelle del riscatto degli immobili in leasing, della tassazione delle polizze vita (Benzi) e del conferimento dello studio professionale in regime di neutralità (Tarini).
È doveroso, infine, un ringraziamento ad Assoholding e ad Insignum che hanno fortemente creduto nel progetto e deciso di avvalersi della collaborazione del Centro Studi in Pianificazione Patrimoniale e Passaggio Generazionale del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna, oltre che dei vari soggetti istituzionali che fanno parte dell’Osservatorio su Family Business e Passaggio Generazionale.
Buona lettura!


